Il radiotelescopio più grande d'Europa entra nella fase operativa

Il Sardinia Radio Telescope (Srt), il secondo telescopio più grande al mondo ed il primo in Europa, realizzato dopo una dozzina d’anni di gestazione in una valle di San Basilio, a 40 km da Cagliari, ha completato la prima fase di sviluppo e test e ora fa partire la fase operativa vera e propria. La sua parabola di 64 metri di diametro potrà osservare i segnali più deboli che arrivano dallo spazio e oggetti celesti che inviano frequenze molto deboli e che si trovano in angoli reconditi del cosmo. Il costo di realizzazione è stato di 60 milioni di euro.
Il Radiotelescopio Srt ha già iniziato ad operare nel campo scientifico, ma compirà anche una attività di validazione dello strumento, una sorta di calibrazione chiamata tecnicamente “commissioning”, che servirà per collaudare l’antenna che potrà essere utilizzata come nodo delle reti (Vlbi international e del Vlbi spaziale) oltre che per il tracking di sonde planetarie. In queste ore è appena uscita la primissima “Call for proposals” di SRT, un bando competitivo per proposte di progetti osservativi definiti di “Early Science”.
«Siamo giunti finalmente al termine della prima fase dello sviluppo del telescopio e si inizia con la sua operatività, complemento del duro lavoro di anni, e al tempo stesso inizio della fase di produzione scientifica, la più eccitante e piena di aspettative», dice il Responsabile di SRT Ettore Carretti.
Come per ogni telescopio di classe mondiale, lo scopo della call è quello di aprirsi alle idee migliori di utilizzo scientifico del telescopio. Un Early Science Program è un modo tipico con cui iniziare l’operatività scientifica: pochi grandi progetti di alto profilo scientifico su cui focalizzare gli sforzi del team che opera il telescopio, anche allo scopo di ottimizzare la qualità dei dati raccolti e dei risultati da ottenere.
I progetti verranno selezionati a Gennaio da una apposita commissione e le osservazioni cominceranno l’1 Febbraio 2016. Vista la grande aspettativa nella comunità astronomica, è prevedibile che verranno presentati un elevato numero di progetti di alto profilo scientifico tra cui poter scegliere. La selezione porterà auspicabilmente a realizzare da subito grande scienza astronomica, scopo dichiarato di questo gigante della radioastronomia.
«Si tratta di un importante traguardo per la radio astronomia italiana» afferma Nichi D’Amico, Professore Ordinario all’Università di Cagliari e nuovo Presidente dell’INAF, «un traguardo che ha visto la fruttuosa collaborazione di ricercatori e tecnici localizzati in varie sedi dell’INAF e in vari Atenei, in particolare Bologna e Firenze, oltre che Cagliari, e che costituisce per la Sardegna una grande opportunità di sviluppo»





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