Striscia La Notizia ha ragione sulle interferenze del radioamatore di Loano (Savona)?

Dopo aver visto il servizio di Striscia la Notizia che ha sollevato un polverone sulla questione dei disturbi provocati dalla radio di un radioamatore sulle centraline di varie automobili presenti in una ristretta zona di Loano (Savona), è giusto provare a far chiarezza sulle possibilità di interferenze tra vari dispositivi nelle cosiddette bande non licenziate.
Qui sotto il video andato in onda il 28 dicembre 2015 su Striscia La Notizia.



Il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze considera anche le cosiddette bande non licenziate a uso collettivo. Si tratta delle bande di frequenze utilizzate per alcuni apparecchi quali, ad esempio, i radiocomandi e gli allarmi. Per questo tipo di bande non è possibile pretendere la “protezione” da interferenze provenienti da apparecchiature di utenti operanti nello stesso intervallo di frequenze. Gli accertamenti sulle segnalazioni d’interferenze, effettuati dall'Ispettorato del Ministero per lo Sviluppo Economico, mostrano carenze di informazioni corrette e in alcuni casi la commercializzazione di radiocomandi non a norma.

I sistemi che impiegano bande di frequenza di tipo collettivo (non licenziate) non possono pretendere la “protezione” da interferenze provenienti da apparecchiature di utenti operanti nelle stesse bande. Ma quali sono le interferenze riscontrate? Molto evidenti agli utilizzatori e apparentemente preoccupanti risultano le interferenze che si verificano sui radiocomandi in genere, operanti nella banda particolarmente “affollata” dei 433 MHz: radiocomandi per auto, cancelli, porte e garage, tapparelle elettriche, estensori di telecomandi TV (in particolare legati a Sky), antifurto senza fili ecc. Divenuto famoso il caso del titolare di una nota catena di supermercati che denunciava con preoccupazione gravi problemi di onde elettromagnetiche per il mancato funzionamento delle tapparelle radiocomandate di casa, nella convinzione che il problema fosse una “grande” antenna del vicino distributore di carburante. In realtà l’interferenza era auto-prodotta da altri radiocomandi presenti in casa – nello specifico l’estensore di telecomando TV con tempo di trasmissione (duty cicle) eccessivo –, mentre la grande antenna apparteneva a una rete satellitare pubblica Vsat operante su frequenze molto più alte. Nel settore dei radiocomandi funzionanti a 433 MHz il tempo di trasmissione di ogni apparecchiatura deve essere ridotto, come previsto dalle raccomandazioni Cept, al 10% del tempo totale (fondamentale per consentirne la possibilità di utilizzazione diffusa in aree densamente urbanizzate). Spesso il non rispetto di tale vincolo in apparecchiature che per norma devono operare al massimo con potenza in aria di solo 10 mW, rappresenta la causa principale di interferenza.




Nella banda esistono anche casi in cui è consentita una trasmissione continua, ma limitatamente ai canali già destinati alle applicazioni LPD in fonia (canali 1-21), ad es. utilizzati dai radiocomandi per gru, dove è necessaria una particolare sicurezza di utilizzazione (si tratta di apparecchiature la cui immissione sul mercato va “notificata” ai ministeri nazionali dal costruttore), che comunque non devono interferire i radiocomandi funzionanti correttamente. Le segnalazioni di interferenza che pervengono all’Ispettorato sono inoltre spesso riferite alla presenza di qualche antenna, in particolare di telefonia mobile, che però nulla ha di comune con la banda dei 433 MHz in quanto operanti con frequenze 900, 1800 e 2000 MHz (come noto le nuove installazioni sono prevalentemente UMTS).
L’unico uso di potenze elevate consentito per usi privati riguarda i radioamatori che possono utilizzare, nelle bande a loro attribuite, anche apparecchiature operanti con 500 Watt. Servendosi inoltre di antenne di grandi dimensioni, adeguate alle bande a loro assegnate, possono generare preoccupazioni legate anche al grande impatto visivo, tuttavia è stato accertato che i livelli di campo, misurati con gli apparati in funzione, non raggiungono valori elevati di Cem (come accertato anche in recenti verifiche a seguito di un procedimento penale).
Su questo argomento hanno tratto le loro deduzioni due funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico - Ispettorato Territoriale Emilia-Romagna, Pierluigi Moretti e Filippo Marozzi, i quali dichiarano che...
l’attività di ricerca delle sorgenti interferenziali si effettua sull’ipotesi di difformità nell’installazione e uso di apparecchiature radio che impiegano bande di frequenza di tipo collettivo (in quanto le sopraindicate attività non godono del diritto alla protezione art. 104 c. 1 lettera "c" e art. 105 c.1 Dlgs 259/03) e si risolve, nella maggior parte dei casi, con l’accertamento dell’uso di apparecchiature non rispondenti ai requisiti essenziali (ad es. ricambi generici per telecomandi normalmente di basso costo non correttamente marcati). Tali apparecchiature, non certificate dal costruttore in quanto spesso importate eludendo le specifiche norme comportano sequestri e applicazione di pesanti sanzioni amministrative.
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