Il radioamatore secondo Google, dal 2004 fino ad oggi.

È appena finito un anno, il 2015, e ne comincia un altro; ma prima che passino troppi giorni di questo nuovo anno è tempo di fare un bilancio rapido con dei semplici dati che Google ci mette a disposizione. Abbiamo preso la parola radioamatore e l'abbiamo data in pasto agli algoritmi e ai database di Google Trends che ci ha mostrato quanta influenza ha avuto, a partire da settembre 2004 fino ad oggi, questo termine di ricerca.


Cosa fa Google Trends? Analizza una percentuale di ricerche web eseguite su Google per stabilire il numero di ricerche eseguite nell'arco di un periodo di tempo specifico; successivamente ci fa vedere dei grafici che contengono i risultati ordinati secondo diversi parametri. Vediamoli insieme.

Il grafico di Interesse nel tempo, qui sotto, mostra l'interesse per la ricerca della parola radioamatore, fino al punto massimo del grafico e non il volume di ricerca assoluto. Vedendo il grafico l'unica deduzione "triste" che si può fare è che man mano che il tempo passava e che la tecnologia digitale degli smartphone e dei dispositivi mobili in generale si affermava sul mercato mondiale, l'interesse per il mondo dei radioamatori si abbassava sempre di più. Questo cosa può significare? Che il tempo delle comunicazioni via radio è terminato perché adesso c'è un modo molto più rapido ed economico di interagire con altre persone. Noi pensiamo di no perché la radio rimane il mezzo più professionale di attuazione e sperimentazione delle comunicazioni e che oggi, invece, può trovare un punto di contatto con tutte le nuove tecnologie software presenti su computer e dispositivi mobili.
Comunque è fuor di dubbio che, per altri versi, il grafico contiene un dato che deve far riflettere.

Il grafico del Volume di ricerca per l'Italia mostra un elenco di città italiane in cui la parola radioamatore è stata cercata più frequentemente.

Qui spicca molto la presenza, in alto nella classifica, dell'area geografica del Triveneto che con le sue tre città di Udine, Treviso e Venezia mostra come in queste zone sia stato maggiore l'interesse per la materia. Le aree meno colorate della mappa corrispondono alle regioni con i peggiori risultati e sono: Trentino Alto-Adige, Valle d'Aosta, Umbria, Marche, Molise, Sardegna e Basilicata.
Ci chiediamo se questo dato rispecchia la realtà dimostrando, così, che in queste ultime regioni ci sono meno radioamatori attivi e quindi meno interesse per l'argomento.

Il grafico dei Termini più cercati dà una panoramica più completa della materia perché mostra tutti gli argomenti cercati, nel contesto delle ricerche della parola radioamatore, ogni volta che queste venivano avviate; in pratica viene fuori una lista di argomenti correlati che ci fa capire per quale motivo è stata avviata la ricerca, mostrandoci, quindi, una specificazione dell'interesse. Si capisce ancor di più cosa vogliono i radioamatori.
Anche qui spicca molto una città dell'area del Triveneto, Pordenone, assieme alla parola fiera (che si ripete più volte): l'associazione di questi due termini di ricerca ci fa capire quanto sia stato importante, nel corso degli anni, questo evento fieristico dedicato al mondo dei radioamatori.
Ma quello che ci chiediamo è se in tutti questi anni l'unico evento degno di nota nell'Italia intera sia stato quello di Pordenone. Non ce ne sono stati altri?

I numeri parlano, insomma, ma per noi della sezione ARI di Gravina in Puglia (e dintorni) questi grafici, seppur a tratti poco incoraggianti, possono essere un incitamento a creare quell'atmosfera, di un tempo non molto lontano, delle comunicazioni via radio e a favorire lo sviluppo di un interesse maggiore verso questo mondo, da parte di tutte le nuove generazioni che vorranno cimentarsi ne
il più bello di tutti gli hobby del mondo: il radiantismo.
Ci auguriamo che lo sia per tutti i radioamatori.
Il radioamatore secondo Google, dal 2004 fino ad oggi. Il radioamatore secondo Google, dal 2004 fino ad oggi. Reviewed by staff on 01:14 Rating: 5
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