Non è un paese per vecchi... radioamatori (No Country For Old Men)


Cari amici radioamatori, con questo articolo vorrei esprimere tutto il mio disagio, il mio disappunto e le mie frustrazioni nei confronti della condizione di radioamatore oggi, qui in Italia. 
Sono iscritto all'ARI da due anni e attualmente ricopro anche il ruolo di segretario nella mia sezione. Ancora oggi non sono riuscito a montare la mia stazione-radio, ma soprattutto ancora oggi non sono riuscito a montare le antenne sul tetto della casa in cui abito, per la quale pago la quota condominiale e tutte le altre spese. Perché? Perché non sono riuscito? Perché i condòmini hanno iniziato a parlare di servitù di passaggio (non esiste un accesso al terrazzo condominiale e si deve passare per forza dall'appartamento di un condòmino), di problemi con la polizia postale e di altri problemi legati alla salute delle persone. E chi vi scrive è un ex avvocato, uno che le norme a favore del diritto di trasmettere, riservato a noi radioamatori, le ha lette mille e mille altre volte. Immaginate che dopo aver ottenuto un primo timido "sì" a montare le antenne, nemmeno avevo iniziato ad allestire la stazione che qualcuno dei miei condòmini mi ferma nei garage e mi chiede: -"scusa, ma hai già montato le tue antenne? Perché ieri non mi funzionava internet... e quindi.. sai com'è... ho pensato che fossi tu a dare "fastidio"-.

A questo punto, dopo tutte queste vicissitudini ho iniziato a convincermi del fatto che se si dice così, vuol dire che è tutto vero: le onde trasmesse dalle nostre antenne fanno male; i radioamatori sono molesti e la loro attrezzatura crea disagi.
Allora mi chiedo chi è oggi un radioamatore? Uno che pratica un hobby sconosciuto, obsoleto, inutile? Di sicuro è una figura che non riceve nessun tipo di rispetto e di considerazione da parte della gente e delle istituzioni. Questo perché le varie associazioni, man mano che le tecnologie si aggiornavano, non sono più riuscite a seguire il passo e a proporre la nostra figura come utile e degna di rispetto. Ecco perché io mi sono sempre battuto per dare uno scopo più "utile" e popolare al nostro hobby; proprio per essere accettati dalla gente come persone benevole. Invece oggi le antenne spaventano e i radioamatori in Italia non hanno credibilità. Negli stati uniti d'America, ad esempio, ho scoperto che hanno un ruolo diverso e più utile alla società, ecco perché tempo fa pubblicai un articolo sul loro ruolo di supporto durante la tempesta di neve

E qual è la conclusione? Che in Italia c'è una massa di ignoranti che ignora completamente il nostro hobby. Perché? Sempre per lo stesso motivo di prima: perché forse è diventato inutile e obsoleto. Noi radioamatori non abbiamo una identità, non siamo credibili, siamo vecchi e fuori moda (il presidente della mia sezione ARI dice sempre -"sembriamo un'associazione di reduci di guerra"-). E se questa massa di ignoranti ha avuto modo di incrociare per qualche minuto un radioamatore ha detto -"ah, voi siete quelli che ascoltano le conversazioni telefoniche, tipo delle spie sei servizi segreti, giusto?" oppure -" ah, voi siete quelli che disturbano le TV."- (e questo, purtroppo, lo dobbiamo alla Citizen Band).



Per tutti questi motivi e per la stanchezza che ho accumulato in tutti questi anni, sto pensando di rassegnare le mie dimissioni da segretario della mia sezione ARI e di non esserne più socio a livello nazionale perché attualmente non serve a nulla avere queste qualifiche. Il fascino dei radioamatori si è perso nel tempo perché è arrivata una tecnologia più accattivante e più fruibile dal popolo buzzurro e ignorante: quella tecnologia che ti obbliga a tenere attaccato al tuo cervello un emettitore di onde (forse) nocive. 

Non perdete più tempo, cari radioamatori, a collegarvi con isole e paesi lontani, tanto se lo dite a qualcuno dei vostri amici vi sentirete rispondere -"e a che serve"? oppure -"come? Cook Island? E cos'è un ballo di gruppo nuovo". Insomma, questo non è un paese per vecchi... radioamatori (sembra proprio il film dei fratelli Cohen, No Country For Old Men).
Ora mi sono anche stufato di scrivere questo articolo, digitando sul mio cellulare... anche perché nel vocabolario della tastiera del mio smartphone manca il suggerimento della parola "radioamatore" e mi stanco a scriverla ogni volta.
73 de IU7ENG
Non è un paese per vecchi... radioamatori (No Country For Old Men) Non è un paese per vecchi... radioamatori (No Country For Old Men) Reviewed by Francesco Ceglie on 15:12 Rating: 5
francesco ceglie. Powered by Blogger.